Intervista a Emilio Solfrizzi
Emilio Solfrizzi (Toti) a Foggia con il regista del suo ultimo film “Se io fossi in te” Giulio Manfredonia.
Un nostro inviato si improvvisa redattore e corre strappargli due parole del suo rapporto con internet, se è a conoscenza del nostro sito e delle iniziative sul “Toti e Tata Social Forum”.
Quel giorno nella facoltà lo si aspettava ansiosi, non erano moltissimi, ma un numero sufficiente di persone da capire che qualcosa doveva accadere.
Qualche minuto di ritardo (concesso ad ogni divo) e poi eccoli che arrivano. Scortati solo da curiosi e fan si fanno strada del breve ed austero corridoio che portava all’entrata posteriore dell’aula magna della nostra Facoltà degli studi di Foggia.
E’ stato allora che il nostro inviato tendendo la mano al nostro Toti si presentava con redattore di un sito satirico chiamato Bengodi Sity, che ha già collaborato con il suo ex collega Antonio Stornatolo e che raccoglie materiale sulla mitica coppia “Toti e Tata” nonché fautore del “Toti e Tata Social Forum”. Fortunatamente non ha chiesto il tesserino di giornalista, non avremmo mai potuto accontentarlo, benché ci sia tra di noi chi ce l’abbia.
“Che rapporto ha con internet?”, così decidiamo di rompere il ghiaccio, ma lui prontamente e rompendoci praticamente una mazzata tra capo e collo, risponde:
“No ho nessun tipo di rapporto con la tecnologia, le uniche cose che uso per necessità sono Word ed Excel per esigenze di lavoro, per consultare il mio materiale e poco altro”.
“Quindi”, continua il nostro inviato “non è a conoscenza di ciò che c’è su internet e delle iniziative lanciate da alcuni siti tipo il nostro?”
Quasi dolente risponde di no, ma alla domanda “Cosa ha portato dei personaggi di Toti eTata in quelli che interpreta oggi”, risponde:”Ho portato tutto dei miei personaggi in quelli che faccio oggi” e continua anche dopo in aula”è stato grazie anche ad esperimenti che, con Antonio, abbiamo fatto in passato che siamo riusciti ad imparare”, qui inizia una piccola regressione su quando lui ed Antonio hanno aperto un teatro e, facendo entrare gratuitamente il pubblico, imbastivano spettacoli per vedere ciò che funzionava e ciò che, invece non andava; su quanto duro hanno studiato in quel periodo, tra dizione, recitazione e quant’altro li abbia fatti diventare poi quel che sono diventati.
“Ma”, -riprende Emilio- ”Lavorare duro non basta, purtroppo ed oltre al talento, alla passione che deve bruciarti dentro ogni giorno, alla voglia di diventare comico ed attore ci vuole “Culo”, o il caso come dovremmo dire in un’aula di un’università. Incontrare Giulio (si riferisce al regista Giulio Manfredonia sedutogli di fianco) è stato fondamentale per andare avanti, per farsi conoscere al di fuori dell’ambito regionale, bisogna, in pratica essere pronti a prendere il treno che ti passa davanti, saperne approfittare, perché è tutt’altro che semplice farsi strada in questo mestiere”
“Che rapporti hai oggi con Antonio Stornatolo?, Perché vi siete divisi?”, si sente chiedere dal pubblico.
“A questa domanda non rispondo, non voglio rispondere, perché mi è stata fatta tante volte e non è nel tema del convegno”, ma poi continua “Il mio rapporto con Antonio non è iniziato lavorando, ma risale alla seconda elementare, è come chiedere che rapporto hai con tuo marito o con tua moglie; è un carissimo amico e sono cose così intime che trascendono quindi da quel che facciamo e se lo facciamo insieme o meno; ora ambisco a tornare a lavorare nel teatro e non escludo che lo si possa fare insieme”.